– ROMA – Domani 12 dicembre il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sarà a Bruxelles per partecipare al Consiglio Europeo, all’Euro Summit (13 dicembre) e al Consiglio Europeo Straordinario Art. 50 che tratterà la questione dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea e dall’area euro. Conte ha riferito che il Governo italiano intende promuovere una maggiore coesione nella protezione del modello sociale europeo e nel perseguimento degli obiettivi (rilancio dell’occupazione giovanile e green new deal) annunciati dalla presidente della Commissione Ursula Von der Leyen. Rispetto alla proposta procedurale franco-tedesca della Conferenza sul futuro dell’Europa, proporrà un metodo più inclusivo e partecipativo. Sul tema dei cambiamenti climatici, l’Italia è ben posizionata nello sforzo per il conseguimento della neutralità climatica entro il 2050. Sul tema del quadro finanziario pluriennale, è contrario a tagli alle politiche del digitale, della difesa e della sicurezza e giudica inadeguata la proposta della presidenza finlandese: il livello di spesa prevista è lontano da quello auspicato dal Parlamento europeo, nelle fonti di finanziamento andrebbero incluse risorse proprie. Sulla politica agricola comune l’Italia chiede l’abolizione del meccanismo convergenza. In tema di accordi di partenariato è favorevole a regole di condizionalità macroeconomiche, in tema di migrazioni e rispetto dell’ambiente che orientino verso standard comuni; intende dare respiro strategico al partenariato tra UE e Unione africana; sosterrà un nuovo partenariato tra UE e Regno Unito. Il Presidente Conte ritiene inoltre che vadano ricercati rimedi transitori rispetto alle dispute commerciali e occorra ripristinare un’agenda commerciale positiva con gli USA. Sullo stato di attuazione degli accordi di Minsk, ha ribadito che le sanzioni sono un mezzo e non un fine; ha poi manifestato contrarietà a un rinvio sine die della conferenza sulla Libia. La revisione del Meccanismo europeo di stabilità – ha ribadito il premier – non apporta modifiche sostanziali al trattato e non introduce automatismi nella ristrutturazione del debito, lascia alla Commissione la valutazione di sostenibilità. Il Mes è un’assicurazione contro il pericolo di contagio e panico finanziario e l’Italia, che ha un debito sostenibile, non ha nulla da temere. Nella strategia d’insieme sul pacchetto di riforme relative all’unione economica e monetaria, l’Italia si opporrà a interventi restrittivi sui titoli di Stato, promuoverà l’assicurazione comune dei depositi e chiederà una maggiore ponderazione del rischio di attività 2 e 3. In ogni caso il Parlamento sarà pienamente coinvolto in caso di attivazione del Mes.

Fonte: PrimaPress.it

(I-TALICOM)