– ROMA – Comunque vada a finire il caso Alitalia, passerà alla storia come la peggiore trattativa affrontata per una compagnia di bandiera. Lo scambio di missive tra Ferrovie dello Stato e Atlantia non ha avvicinato di un soffio la soluzione  per trovare una convergenza sul piano industriale per il rilancio di Alitalia. In particolare, le divergenze maggiori riguarderebbero le prospettive di ricavi e la quota di mercato statunitense (Atlantia chiede una maggiore quota per Alitalia) da andare a coprire. Manca, ad oggi anche una posizione precisa di Delta sul ruolo di Alitalia nella nuova joint venture e la sua quota nel vettore italiano.Intanto in calendario ci sono nuovi incontri, prima della scadenza del termine del 15 ottobre, data in cui dovrà essere presentare l’offerta vincolante per Alitalia. Allo stesso tempo il Mef sarebbe al lavoro per preparare un altro prestito da almeno 250 milioni per alimentare l’ormai sguarnita cassa della compagnia aerea. Il prestito potrebbe arrivare insieme alla proposta vincolante così da non sollevare i dubbi della Commissione europea.

Fonte: PrimaPress.it

(I-TALICOM)