BRUXELLES – L’attesa lettera d’infrazione della Commissione europea per i conti in disordine dell’Italia è arrivata puntuale ed ora bisognerà correre ai ripari. L’unica strada possibile è con una manovra correttiva e già domani venerdì 31 maggio, il ministro Tria dovrà fornire una prima risposta spiegando i fattori che hanno portato a questo mancato riallineamento del debito. Se la risposta non sarà adeguata il rischio è di vedersi addebitare una multa di 3,5 miliardi di euro. ovviamente il meccanismo è perverso, perché alla difficoltà di rimettere a posto i conti si aggiunge quello di dover trovare le risorse per pagare la multa.
Intanto, però, non si può fare diversamente e bisognerà rispondere alla nota firmata dai commissari Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici, rispettivamente vicepresidente della Commissione e commissario all’Economia.
Oggi si terrà un vertice tra il premier Giuseppe Conte, i due vice Salvini e Di Maio e il ministro Tria per dare una risposta che scongiuri la procedura d’infrazione anche se quest’atto dovuto da parte dell’Ue potrebbe subire un certo ritardo visto che ad ottobre si insedierà la nuova Commissione che potrebbe non vedere ai vertici gli autori della lettera inviata all’Italia

(I-TALICOM)