VENEZIA – Consapevole del potenziale del digitale, aperta a collaborazioni e a nuovi strumenti per ripensarsi ma pur sempre attenta alla concretezza e alla quotidianità dei processi: un profilo in cui si riconosce la PMI dell’area di Venezia e Rovigo, disegnato grazie a PID VeRo – il Punto Impresa Digitale Venezia Rovigo, progetto sostenuto dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia, i cui risultati sono stati presentati oggi al Museo del ‘900 – M9 di Mestre in occasione dell’evento “PIDday – Impresa e Digitale” nell’ambito della prima edizione della Venice Innovation Week, organizzata da Università Ca’ Foscari Venezia.

Nato dalla collaborazione tra Camera di Commercio di Venezia Rovigo e Università Ca’ Foscari Venezia – con il coinvolgimento del Dipartimento di Management e il Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica e della Fondazione Università Ca’ Foscari – il progetto PID VeRo ha coinvolto in un percorso di formazione e mentoring, nel biennio 2018/2019, 78 PMI veneziane e polesane appartenenti ai settori produttivi più rilevanti del territorio (dalla meccanica alla calzatura, dal turismo all’agroalimentare), supportate nel processo di digitalizzazione da un team di ricercatori.

Il Professore Vladi Finotto (Dipartimento di Management di Università Ca’ Foscari Venezia), coordinatore del progetto, ha illustrato il bilancio di questo tanto intenso quanto costruttivo percorso, restituendo un quadro nuovo dello status di digitalizzazione delle PMI dell’area di Venezia e Rovigo, in ritardo nella transizione al 4.0 ma non per questo definibili come arretrate. PID VeRo mostra infatti come molte piccole aziende del territorio siano consapevoli del potenziale del digitale, ma che necessitino di un linguaggio diverso e di soluzioni personalizzate in base alle specificità dei processi e della quotidianità che le caratterizzano. Una trasformazione verso il digitale che condiziona innanzitutto i processi decisionali e organizzativi, e solo in seconda fase l’ammodernamento tecnologico.

“Se interessa comprendere le PMI per accompagnarle piuttosto che per dare pagelle – sostiene il Professor Finotto – è opportuno entrare nelle aziende: come percepiscono il digitale, come decidono, come funzionano dal punto di vista organizzativo? Il progetto PID VeRo ha consentito di capire quel che i numeri non dicono”.

Numerosi gli esempi di realtà locali che hanno partecipato al progetto e che grazie al supporto concreto del team di ricercatori di Ca’ Foscari hanno implementato nuovi strumenti e strategie, cogliendo l’occasione anche per ripensare il proprio modello di business. Tra queste non mancano realtà che portano l’innovazione digitale in comparti tradizionali, come ad esempio l’azienda veneziana BusForFun, che mette a disposizione una piattaforma di e-commerce, un sofisticato sistema di business intelligence e una estesa rete di autobus per migliaia di appassionati che si recano a eventi di intrattenimento, oppure la start-up Meccaniche Veneziane, che attraverso l’uso di social network e accorte campagne sulle principali piattaforme digitali di finanziamento collettivo (crowdfunding), realizza e vende online orologi automatici. Un ulteriore esempio è quello di Forme d’Acqua, azienda di Cavallino Treporti che progetta, realizza e vende in tutto il mondo sofisticati giochi d’acqua che decorano spazi pubblici e privati, utilizzando le tecnologie digitali come sistemi di controllo e il web per una comunicazione efficace.

“Il percorso ci ha fornito una lettura molto lucida da parte delle nostre PMI che reclamano giustamente soluzioni tecnologiche “a misura di piccola e micro impresa” – dichiara Gian Michele Gambato, vicepresidente vicario CCIAA Venezia Rovigo – Soluzioni a costi relativamente contenuti, modulabili e scalabili verso il basso, che non richiedano costose rivoluzioni interne e drastiche soluzioni di continuità rispetto alle logiche con cui hanno operato sino ad ora. Chiedono, inoltre, al mondo della formazione giovani leve capaci di innestare il digitale nelle loro strategie e nei loro processi. Da queste consapevolezze deve partire il nostro lavoro a servizio delle imprese, un lavoro che richiede le giuste competenze e le giuste risorse, per questo per il prossimo triennio la Camera continuerà a investire nel progetto della digitalizzazione delle PMI, grazie alle risorse del +20% del diritto annuo”.

In totale sono 1,2 milioni le risorse che la Camera di Commercio di Venezia Rovigo ha destinato alla trasformazione digitale delle PMI del territorio nel biennio 2018/2019. Risorse investite per lo sviluppo del Punto Impresa digitale – PID, ovvero la piattaforma istituita da Unioncamere in tutte le Camere di Commercio italiane per accompagnare e supportare le PMI nella trasformazione digitale 4.0 in linea con il Piano nazionale impresa 4.0 e che ha assistito negli ultimi due anni oltre 3000 imprese.

Significativo è infine come le PMI comprendano che per affrontare la trasformazione digitale sia necessario pensare in termini di filiera e fare rete. Grazie infatti agli 8 workshop esperienziali tenuti nell’arco del progetto sono nate molteplici collaborazioni tra aziende di diversi comparti: ad esempio, nel settore dell’agricoltura, cinque aziende di Rovigo e Venezia (Cominato Laura, Duoccio srl, Az. Agricola Valier, Four Fish e Az. Agricola Dusk) hanno avviato una collaborazione per la creazione di una rete che consenta loro di affrontare con sicurezza, risorse adeguate e scala sufficiente sistemi digitali a supporto delle loro strategie.

Le aziende aderenti al progetto PID VeRo hanno ottenuto alla fine del loro percorso un pilot report, un documento di analisi dettagliata in cui, oltre a uno studio del settore e alle best practice nel loro ambito dei fabbisogni, sono stati presentati un’analisi dei tempi e dei costi specifici per iniziare il loro percorso di trasformazione digitale

(I-TALICOM)