Nuovo progetto di ricerca di F-Secure sull’Intelligenza Artificiale: perché sarà non-umana

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MILANO – – Il fornitore di cyber security F-Secure ha lanciato un nuovo progetto di ricerca per sviluppare ulteriormente meccanismi di intelligenza artificiale (IA) decentralizzati usati attualmente nelle sue tecnologie di rilevazione e risposta. L’iniziativa, denominata Project Blackfin, mira a sfruttare le tecniche di intelligenza collettiva, come la swarm intelligence (o intelligenza dello sciame), per creare agenti di intelligenza artificiale autonomi e adattivi che collaborano tra loro per raggiungere obiettivi comuni.
Secondo il vicepresidente dell’intelligenza artificiale di F-Secure Matti Aksela, c’è una supposizione comune non corretta secondo cui l’intelligenza artificiale “avanzata” dovrebbe imitare l’intelligenza umana – un presupposto che Project Blackfin intende sfidare.
“Le aspettative delle persone per cui l’intelligenza “avanzata” della macchina semplicemente imiterebbe l’intelligenza umana sta limitando la nostra comprensione di ciò che l’IA può e dovrebbe fare. Invece di costruire l’intelligenza artificiale perché funzioni come se fosse umana, possiamo e dovremmo esplorare modi per sbloccare il potenziale davvero unico dell’intelligenza delle macchine e scoprire come questa possa aumentare ciò che fanno gli esseri umani”, afferma Aksela, capo del Centro di Eccellenza dell’Intelligenza Artificiale di F-Secure. “Abbiamo creato il Project Blackfin per arrivare a raggiungere il prossimo livello di comprensione di ciò che l’IA può fare e ottenere.”
Project Blackfin è un’iniziativa di ricerca ideata dal team interdisciplinare di Aksela composto da ricercatori di intelligenza artificiale e cyber security, matematici, data scientist, esperti di machine learning e ingegneri.
Ispirandosi ai modelli di comportamento collettivo presenti in natura, il suo scopo è quello di utilizzare tecniche di intelligenza collettiva, come la swarm intelligence delle colonie di formiche o dei banchi di pesci, per alimentare flotte di agenti di apprendimento automatico distribuiti, autonomi e adattivi. Il progetto mira a sviluppare questi agenti intelligenti che andranno a funzionare sui singoli host. Invece di ricevere istruzioni da un unico modello di IA centralizzato, questi agenti sarebbero abbastanza intelligenti e potenti da comunicare e lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni.
Utilizzando tale approccio, gli agenti imparano a proteggere i sistemi in base a ciò che osservano dai loro host e reti locali e sono ulteriormente potenziati dalle osservazioni e dai comportamenti emergenti appresi in altre diverse organizzazioni e settori. Gli agenti locali ottengono quindi il vantaggio della visibilità e degli insight di una vasta rete di informazioni senza che venga richiesto loro di condividere set di dati completi.
“In sostanza, avrai una colonia di veloci Intelligenze Artificiali locali che si adattano al loro ambiente mentre lavorano insieme, invece di una grande Intelligenza Artificiale che prende decisioni per tutti”, spiega Aksela.
Questo non solo aiuta ad aumentare le prestazioni degli asset IT di un’organizzazione risparmiando risorse, ma aiuta anche le organizzazioni a evitare la condivisione di informazioni riservate e potenzialmente sensibili tramite il cloud o la telemetria del prodotto.
Se il progetto richiederà diversi anni prima di realizzare appieno il suo potenziale, ha però già riscontrato un successo iniziale. I meccanismi di intelligenza su dispositivo (ODI, On-device intelligence) sviluppati da Project Blackfin sono già stati integrati nelle soluzioni di rilevamento delle violazioni di F-Secure.
Ma le potenziali applicazioni della ricerca Project Blackfin vanno oltre le soluzioni di sicurezza aziendale e persino oltre il settore della sicurezza informatica. Mikko Hypponen, Chief Research Officer di F-Secure, prevede che la linea di ricerca del progetto sia un modo per sfidare le persone a ripensare il ruolo che l’IA può svolgere nella nostra vita.
“Guardando oltre il rilevamento di violazioni e attacchi, possiamo immaginare queste flotte di agenti di intelligenza artificiale che monitorano lo stato generale, l’efficienza e l’utilità delle reti di computer, o persino di sistemi come reti elettriche o auto a guida autonoma”, afferma Hypponen. “Soprattutto, penso che questa ricerca possa aiutarci a vedere l’IA come qualcosa di più di una semplice minaccia per il nostro lavoro e la nostra sussistenza”.

(I-TALICOM)